Altre collaborazioni editoriali

 

Alberto BUVOLI – Gustavo CORNI – Luigi GANAPINI e Andrea ZANNINI, La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli. Una lotta per la libertà e la democrazia, Bologna, il Mulino, 2013, pp. 315, € 28,00.

La Repubblica partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli fu forse la più importante, oltre che la più vasta, tra le repubbliche partigiane sorte in Italia nel 1944. Grazie al contributo di tutte le forze politiche della Resistenza vi si sperimentò un eccezionale spazio di libertà e partecipazione popolare, dando una prima forma ad alcune delle future conquiste dell’Italia democratica. Si trattò di un’esperienza unica, che in queste pagine viene ricostruita nella prospettiva lunga dell’Italia unita, avvalendosi di nuovi documenti e delle più recenti tematiche storiografiche, inserendo la sua vicenda nel contesto più ampio delle analoghe esperienze dell’Europa occidentale e orientale. Raccontare e analizzare i fatti, le figure, l’eredità di quel tempo ha l’obiettivo di recuperare e consolidare la coscienza di come, nei momenti più duri della guerra, si costituirono le basi della Repubblica e della Costituzione.

AA.VV., Storia contemporanea regionale. Guida alla ricerca, Udine, Grillo ed., 1979, pp. 384. (Esaurito).

Progettato e pubblicato in collaborazione con l’Istituto regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste, il volume è destinato specificatamente agli insegnanti e agli studenti delle scuole secondarie quale strumento di lavoro per ricerche sulla storia contemporanea regionale.
L’opera è strutturata in due parti: la prima (“Le vicende”) delinea i principali avvenimenti storici dalla Grande Guerra alla nascita della Regione autonoma; la seconda (“I problemi”) presenta modelli di ricerca su diversi argomenti monografici: la società e l’analisi delle figure sociali più rappresentative, la cultura materiale, il paesaggio, lo sviluppo urbano, la linguistica, ecc. L’ultimo capitolo offre infine un modello di ricerca fotografica.

AA.VV., Antifascismo e Resistenza nel Friuli Occidentale. Contributi, Pordenone, IFSML e Amministrazione Provinciale di Pordenone, 1986, pp. 250, (Esaurito).

Il volume, attraverso la raccolta di 11 saggi di diversi autori, scritti per offrire uno strumento di conoscenza e di discussione agli studenti, ricostruisce un quadro organico della storia soprattutto popolare del Friuli occidentale fra le due guerre: dall’antifascismo (Teresina Degan), alla cultura popolare (Giuseppe Carone), dalla guerra vissuta dalla gente (Ines Domenicali) e di fronte a tedeschi e partigiani (Marco Puppini), alla Resistenza come fatto militare (Mario Candotti) e come fatto politico (Giampaolo Gallo), al C.L.N. e ai partiti politici dal ’43 al ’45 (Vannes Chiandotto) e ai cattolici nella Resistenza (Sergio Chiarotto), alla particolare esperienza della repubblica partigiana della Carnia e del Friuli (Alberto Buvoli), dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti (Flavio Fabbroni) al rapporto fra arte e Resistenza (Giancarlo Pauletto).

Alberto BUVOLI – Ines DOMENICALI, La Zona libera della Carnia e del Friuli, estate-autunno 1944. Le radici della democrazia, Tolmezzo, IFSML e Comunità montana della Carnia, 1994, pp. 51, (Esaurito).

Destinato agli studenti dei comuni facenti parte della Repubblica partigiana della Carnia e del Friuli, il fascicolo ricostruisce, con semplicità ma esaurientemente, le vicende dell’estate-autunno 1944 che interessarono appunto la Carnia e l’Alto Friuli.
Nell’estate del ’44 le formazioni partigiane garibaldine ed osovane diedero vita ad una vasta zona libera (una quarantina di comuni con circa 90.000 residenti), nella quale, per iniziativa dei Comitati di Liberazione della Carnia, del Maniaghese e dello Spilimberghese, venne costituito ed operò il Governo della Zona Libera. Gli autori ricostruiscono la storia di quegli avvenimenti e si soffermano ad esaminare i provvedimenti emanati da quel Governo. Quella specifica ed originale esperienza, che iniziò con libere elezioni, rappresentò un importante e significativo momento di autogoverno e di democrazia diretta delle popolazioni carniche e friulane.

Alberto BUVOLI, Il partigiano “Battisti”. Giannino Bosi Medaglia d’Oro della Resistenza friulana, Padova, il Poligrafo, 1995, pp. 124, (Esaurito).

Il volume contiene la biografia di Giannino Bosi “Battisti”, vicecomandante del Gruppo Brigate Garibaldi del Friuli ed uno dei principali protagonisti della Resistenza friulana. Attraverso il percorso della sua vicenda resistenziale, nel ’43 nel Friuli orientale a contatto con la Resistenza slovena, in seguito nelle Prealpi Carniche della Destra Tagliamento, viene ripercorsa la storia della Resistenza friulana dall’organizzazione dei primi battaglioni fino alla Zona libera della Carnia e del Friuli e fino all’inverno 1944-1945, quando “Battisti” cade in uno scontro contro un reparto fascista.

Luigi RAIMONDI COMINESI, “Dossier Szorenyi”. Olocausto di una famiglia. Liliana Schmidt. Una ragazza ebrea a San Daniele del Friuli nel 1944, San Daniele del Friuli, 1996, pp. 83, (Esaurito).

Il libro, pubblicato in collaborazione con il comune di San Daniele del Friuli e con l’ANPI regionale, riunisce due saggi apparsi in tempi diversi sulla rivista “Storia contemporanea in Friuli”. Riguardano le tragiche vicende di una famiglia di origine ebraica che, proveniente da Fiume, trovò rifugio a San Daniele.
La mattina del 16 giugno 1944, furono arrestati dalla polizia tedesca, deportati alla Risiera di San Sabba a Trieste, successivamente ad Auschwitz, dove la maggior parte dei componenti trovò la morte.

Ines DOMENICALI, “oscura parlò, convinse, lottò”. Virginia Tonelli medaglia d’oro della Resistenza friulana, Padova, il Poligrafo, 2000, pp. 126 , (Esaurito).

Il volume ripercorre la vita e l’attività politica di Virginia Tonelli “Luisa”, di Castelnovo del Friuli, prima all’estero, poi nella Resistenza friulana fino alla cattura e alla scomparsa nella Risiera di San Sabba a Trieste. Il lavoro si basa su testimonianze e su una documentazione in larga misura originale, dalla quale emerge anche l’ampio contributo dato dalle donne al movimento di librazione e alla lotta per la conquista per un pieno diritto di cittadinanza.

Renzo BIONDO, Il verde, il rosso, il bianco. La V Brigata Osoppo e la Brigata osovano – garibaldina ‘Ippolito Nievo’, Padova, CLEUP, 2002, pp. 343, € 15,00.

La pubblicazione è stata curata dagli Istituti per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine, Trieste, Venezia, Treviso e Padova.
Renzo Biondo, ora avvocato a Venezia, racconta le esperienze della sua giovinezza che, da studente liceale, lo portarono a diventare il partigiano “Boscolo”, vicecommissario della V Brigata Osoppo, facente parte della Divisione unificata Garibaldi Osoppo “Ippolito Nievo A”, straordinario esempio di collaborazione tra le due formazioni partigiane del Friuli, fondato sulla stima reciproca e sull’unità d’intenti dei tre comandanti, “Tribuno”, “Maso” e “Riccardo”, tutti caduti nel corso della lotta per la liberazione del nostro Paese”.
Il volume contiene anche le testimonianze di molti protagonisti di quella epica pagina di storia.

Marco FINCARDI (a cura), Emigranti a passo romano. Operai dell’Alto Veneto e Friuli nella Germania hitleriana, Verona, CIERRE, 2002, pp.249, € 12,50.

La pubblicazione è stata curata dagli Istituti per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine e Treviso.
Il volume attraverso i contributi di Roberto Sala, Luigi Urettini, Daniela Bonotto, Alessandro Casellato, Matteo Ermacora, Adriana Lotto e Matteo Sanfilippo, ripercorre la tragica vicenda dell’emigrazione organizzata dal regime fascista, in accordo con il Terzo Reich, dal 1938 in poi, che si sarebbe conclusa, dopo l’8 settembre 1943, in un vero e proprio asservimento. Molti furono gli operai e contadini veneti coinvolti; molti anche i friulani, alla ricerca di pane e lavoro lontani da una Patria che stava certamente uscendo dagli effetti della crisi internazionale, ma con un costo sociale di miseria, disoccupazione, sottoalimentazione, altissimo.

Alberto BUVOLI – Andrea ZANNINI (a cura di), Estate-autunno 1944. La zona libera partigiana del Friuli orientale, il Mulino, Bologna, 2016, pp.271, €23,00.

«Oasi di libertà nel territorio nemico»: così furono definite le Zone libere che si svilupparono nel 1944 nel Friuli e in Italia. Questo libro ripercorre le vicende della Zona libera partigiana del Friuli orientale, nata dalla collaborazione fra formazioni partigiane osovane e garibaldine. Dopo un mese di aspri combattimenti contro i presìdi tedeschi, cosacchi e fascisti, nel luglio del 1944 i partigiani riuscirono a liberare un’ampia area di territorio, comprendente 7 comuni con oltre 20.000 abitanti, instaurando istituzioni democratiche: i cittadini poterono nuovamente partecipare alla vita pubblica, eleggere i propri amministratori, ricostituire i partiti politici, sperimentare nuove forme di autogoverno. Ma questa straordinaria esperienza di libertà ebbe vita breve. A fine settembre dello stesso anno il Comando tedesco, deciso a eliminare la presenza partigiana da un’area strategica per i collegamenti, organizzò un massiccio attacco: migliaia di uomini, fra tedeschi, cosacchi militi fascisti con carri armati, mezzi corazzati e artiglieria attaccarono la Zona e ne rioccuparono gran parte, incendiando i paesi, costringendo i civili alla fuga o inviando i catturati nei campi di concentramento in Germania. Rimane però, di questo come degli altri importanti episodi di quella che fu definita la «grande estate partigiana» del ’44, un’eredità indelebile che ci ricorda come, nei momenti più duri della Seconda guerra mondiale, furono gettate le basi della Repubblica e della Costituzione.

Federico TENCA MONTINI, La Jugoslavia e la questione di Trieste, 1945-1954, il Mulino, Bologna, 2020, pp.315, €26,00.

Quali sono stati gli obiettivi della diplomazia jugoslava nella gestione della questione di Trieste, decennale disputa territoriale che ha costituito una delle principali controversie di politica estera europea nel secondo dopoguerra? Il volume, frutto di approfondite ricerche nei principali archivi dell’ex Jugoslavia, chiarisce finalmente aspetti che le numerose ricostruzioni finora esistenti hanno potuto soltanto ipotizzare congetturalmente. Il lavoro, che oltre all’ampia mole di documenti inediti si giova di una ricca bibliografia, si sviluppa in tre capitoli che prendono le mosse dai momenti di principale discontinuità della storia jugoslava nel periodo di riferimento: la liberazione di Trieste nel maggio 1945, l’espulsione dal Cominform nel 1948 e l’emanazione, l’8 ottobre 1953, della Nota bipartita, la decisione angloamericana di sciogliere il Territorio Libero di Trieste ripartendo le due Zone di cui era composto tra Roma e Belgrado.

Gustavo GORNI – Lucio DE BORTOLI (a cura di), Nord-est 1919-1922. Fra guerra, rivoluzione e reazione, il Mulino, Bologna, 2021, pp.411, €32,00.

Il Nord-Est dell’Italia è un laboratorio particolarmente interessante per l’analisi degli sconvolgimenti che hanno segnato il primo dopoguerra nel nostro Paese. Teatro di operazioni belliche di grandi dimensioni, ne subì profondi danni. Alla fine della Grande Guerra, le regioni che avevano fatto parte dell’Impero asburgico furono scosse dai problemi dell’inserimento nel nuovo tessuto istituzionale, politico ed economico del regno. Mentre le vecchie classi dirigenti furono investite dalle richieste di ricostruzione e giustizia sociale delle masse popolari e dei loro nuovi rappresentati sindacali e politici. Il volume prende in esame le complesse vicende sociali, economiche e politiche che hanno contrassegnato questa parte del Paese, tratteggiando per la prima volta in modo unitario e completo il passaggio dalla guerra al dopoguerra, dalle inedite dinamiche di riscatto sociale, che assunsero anche tratti rivoluzionari, fino all’avvento al potere del fascismo.

Patrizia GABRIELLI – Rocío LOQUE – Paolo FERRARI (a cura di), Donne e guerra. Problemi, biografie, sguardi, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2022, pp.225, €19,00.

Frutto di ricerche inedite, i saggi raccolti nel volume affrontano da differenti ottiche disciplinari le guerre del Novecento nella prospettiva della storia di genere. Fin dal anni Settanta un’ampia messe di ricerche e nuove categorie di indagine hanno introdotto inedite prospettive interpretative, e anche la Grande guerra ha catalizzato l’attenzione su soggetti e ambiti trascurati, dalla mobilitazione del fronte interno alla presenza delle donne negli spazi pubblici, agli effetti sui processi di emancipazione. Sulla base di un quadro aggiornato degli studi e delle fonti, i saggi raccolti nel volume privilegiano tre prospettive di analisi: quella di genere; quella comparativa; con il confronto fra studiosi spagnoli e italiani; e quella interdisciplinare, mettendo in relazione storia, lingua e letteratura. L’antologia che chiude il volume presenta stralci di memorie conservate presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, mirando a restituire l’«intima dimensione della guerra» attraverso le testimonianze femminili.