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IFSML - L'occupazione austro-germanica delle terre italianeSCF47il socialismo friulanoIlFriuliVI Michelotti

Elpidio ELLERO, L’occupazione austro-germanica delle terre italiane (ottobre 1917 – novembre 1918). Il gruppo economico (Wirtschaftsgruppe) e lo sfruttamento dei territori invasi, Udine, IFSML, 2017, pp. 173, € 15,00.
Il volume propone un quadro documentato, frutto della pignoleria degli stessi occupanti, delle spogliazioni condotte nelle terre occupate dagli austro-tedeschi tra l’ottobre del 1917 e il novembre del 1918, in particolare nella provincia di Udine, che allora comprendeva anche Pordenone. In seguito alla scelta dei due Alleati di gestire militarmente il territorio con un governatorato militare, il Feldmaresciallo de Boroevic ne divenne il massimo responsabile dal gennaio 1918. A lui è da attribuire la creazione di un triplice apparato burocratico, a cui apparteneva il Wirtschaftsgruppe (gruppo economico) funzionale al rastrellamento delle risorse del territorio. La gestione del territorio è caratterizzata anche dalle disastrose condizioni di vita dei malarici, senza chinino, della Bassa friulana coattamente concentrati in quella che gli stessi occupanti definiscono “il distretto della malaria”.

Storia contemporanea in Friuli, n.47, ANNO XLVI, 2017, pp. 183, 16,00
27 gennaio 2018. Giorno della Memoria. Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
I. REALE, Artisti friulani nella Grande Guerra
I. BOLZON, F. VERARDO, Il collaborazionismo in Friuli. Un’analisi attraverso i processi della Corte d’Assise Straordinaria di Udine
S. DI GIUSTO, T. CHIUSSI, Forni di Sotto – Lipa – Avasinis: nuovi elementi su tre rappresaglie nazi-fasciste
G. CARBONETTO, Pane, pace, libertà. 1817-1917. A cento anni dalla Rivoluzione sovietica.
Note archivistiche:
M. EMMANUELLI,Gocce d’inchiostro, L’archivio di Mario Lizzero “Andrea”

Tiziano SGUAZZERO, Il socialismo friulano 1945-1994. Dalla Liberazione alla diaspora, IFSML, 2016, pp. 381, € 20,00.
Il saggio di Tiziano Sguazzero esamina la storia della Federazione di Udine del Partito socialista italiano dalla Liberazione allo scioglimento del partito e alla successiva diaspora socialista. Il Psi in Friuli ha saputo esprimere una notevole capacità di elaborazione politica e di innovazione sotto il profilo programmatico, ancorando il progetto di trasformazione della società e l’azione quotidiana ai valori della sinistra democratica e ponendo con lungimiranza e con tempestività alcune questioni fondamentali per lo sviluppo civile e il progresso culturale e sociale dell’Italia e del Friuli: il federalismo europeo, il superamento della logica dei blocchi, la compatibilità tra il programma socialista e i valori cristiani, l’autonomia – da non intendersi però come estraneità – della cultura rispetto alla politica, la tematica dei diritti civili, l’esigenza di rinnovare le strutture della vita economica e sociale e le stesse istituzioni, adeguandole ai mutamenti verificatesi nei primi quarant’anni di storia repubblicana. La classe dirigente della Federazione di Udine  del Partito socialista italiano ha saputo esprimere figure di rilievo, anche per quanto concerne la politica nazionale: basti pensare a Giovanni Cosattini, deputato socialista del periodo che precedette l’avvento al potere del fascismo, primo sindaco della città di Udine dopo la Liberazione e senatore di diritto della I Legislatura repubblicana e a Loris Fortuna, la figura più rappresentativa del socialismo friulano dal 1963 sino alla sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1985, artefice della battaglia per i diritti civili in Italia. Chiudono il volume una serie di profili bio-bibliografici delle principali figure del socialismo friulano dal dopoguerra agli anni Ottanta.

Roberto GRANDINETTI, 1964-2010. I processi di sviluppo economico e le trasformazioni sociali, IFSML, 2016, pp. 565, € 35,00.
Il volume, curato da Roberto Grandinetti, raccoglie importanti e originali ricerche su una fase cruciale e poco studiata della società contemporanea del Friuli relativa alla seconda metà del Novecento. Gli studi sviluppano tematiche che aiutano a comprendere la società maturata in seguito alle trasformazioni socio-economiche avviate dopo la seconda guerra mondiale, approfondendo i temi dell’economia, della politica e della società civile. Il volume raccoglie i saggi di Roberto Grandinetti (Una lettura della storia recente dell’economia friulana: dall’industrializzazione senza fratture alla globalizzazione), Valentina De Marchi e Roberto Grandinetti (Come sta cambiando l’economia industriale del Friuli Venezia Giulia: analisi di una trasformazione in atto), Maria Chiarvesio e Raffaella Tabacco (I distretti industriali friulani: dalla fase espansiva alle sfide della competizione globale), Stefano Miani e Mario Robiony (Il sistema bancario in Friuli dal secondo dopoguerra al terzo millennio), Francesco Marangon e Stefania Troiano (Il sistema rurale friulano: trasformazioni recenti e prospettive future), Luciano Di Sopra (I terremoti del 1976 e i caratteri della ricostruzione), Javier Grossutti (Dall’emigrazione all’immigrazione. Trasformazioni migratorie di una regione), Marco Puppini (Lotte sociali in Friuli tra terremoto e globalizzazione), Otello Bosari (I conquant’anni della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia), Tiziano Sguazzero (Partiti e culture politiche in Friuli. Dalla nascita della Regione Friuli Venezia Giulia alla fine della prima repubblica), Michela Cafazzo, Pierluigi Grandinetti e Roberto Grandinetti (Udine: dalla città-platea alla città-rete? La questione insediativa in Friuli: caratteri e tendenze tra fenomeni di persistenza e trasformazioni).

Giannino ANGELI, Il guastatore. Vita e storia di Umberto Michelotti, Udine, IFSML, 2015, pp. 95, € 15,00.
La sua sarà una guerra pulita fatta di atti di sabotaggio diretti a impedire al nemico di ricevere armi e rifornimenti, ostacolare le comunicazioni destinate a danneggiare le formazioni partigiane di montagna, chiuderlo in un accerchiamento di attentati che lo rendano incerto e insicuro. E soprattutto, attenzione agli uomini che ha sotto la sua guida. Sono “suoi”, non devono morire ma si devono comportare da patrioti nella disciplina e nella morale interna al gruppo. Per questo sarà rigido e non mancherà di affibbiare punizioni esemplari così come sarà pietosamente triste quando la guerra partigiana gli ruberà in maniera tragica tre “suoi” giovani.