ULTIME PUBBLICAZIONI
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Storia Contemporanea in Friuli (n.39), ANNO XXXVIII, 2008, pp.245 € 14,00
G.L. BETTOLI, Costante Masutti. Biografia di un socialista rivoluzionario.
I. BOLZON, Repressione antipartigiana nella Bassa Friulana. Il processo Borsatti e i crimini commessi alla Caserma "Piave" di Palmanova.
K. CAMPEOTTO, La toponomastica e la memoria storica dei paesi del Montello.
A. CEDARMAS, Romeni, Russi, Greci e Serbi. L'evoluzione della Chiesa ortodossa nel Friuli Venezia Giulia del secondo millennio.
Il 25 aprile 2009: intervento di Federico Vincenti, intervento di Monica Emmanuelli, intervento di Alberto Buvoli.
Ricordo di Ciro Nigris.
G. SPANGARO, Ciro Nigris, un grande comandante partigiano.
G. ORTIS, Ciro Nigris educatore e insegnante.
A. BUVOLI, Ciro Nigris e l'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.
R. CASTIGLIONE, Il Teatro Club di Udine e Ciro Nigris.
D. NIGRIS, Memorie private e memoria pubblica.
Luciano DE CILLIA, La F.U.C.I. udinese dal dopoguerraalla contestazione (1945-1970), Udine, IFSML, 2009, pp. 71, € 12,00.
Di Luciano De Cillia - storico del movimento cattolico in Friuli - è uscito in "Quaderni dell'Istituto" (n. 23) un saggio che delinea la fisionomia e le attività promosse dalla Federazione udinese degli universitari cattolici dalla Liberazione alla contestazione della seconda metà degli anni Sessanta del Novecento. In un saggio precedente apparso nel 1978 su "Storia Contemporanea in Friuli" (n. 9), De Cillia aveva ricostruito la fase precedente della storia della F.U.C.I. udinese, dalla sua nascita nel 1920 sino al 1945, evidenziando l'importanza che ebbe il sodalizio friulano nella maturazione tra i suoi aderenti di posizioni culturali che preludevano al ristabilimento della democrazia politica. La vita associativa della F.U.C.I. udinese conoscerà nei primi anni del dopoguerra profondi mutamenti sia nella struttura sia nelle forme dell'impegno culturale che vengono presentate in modo dettagliato da De Cillia a partire dalla documentazione posseduta dall'archivio della Curia Arcivescovile di Udine. Il saggio sulla F.U.C.I. udinese consente di seguire passo passo la partecipazione degli universitari friulani a convegni, esercizi spirituali, congressi, feste, gruppi di studio che vedono come relatori talora gli stessi studenti. Ciò che colpisce esaminando i materiali che il saggio di De Cillia offre alla nostra attenzione è la grande apertura della "Clape Universitarie Catoliche Furlane" alle tematiche culturali, politiche e sociali più dibattute in Italia in quegli anni superando - soprattutto durante la stagione conciliare - chiusure e diffidenze e avviando un confronto con posizioni culturali e ideali diverse rispetto a quelle del mondo cattolico. Il volume si chiude con la rievocazione degli scioperi studenteschi per l'istituzione a Udine della Facoltà di Medicina e con la crisi che investe l'"ala pensante del mondo cattolico" nel momento in cui esplode la contestazione giovanile e studentesca riflettendosi in una profonda incertezza sulle finalità e gli obiettivi della F.U.C.I. sia a livello nazionale che locale.
Umberto PAVIOTTI, Udine sotto l'occupazione tedesca. Pagine di un diario. 1943-1945, a cura di Tiziano Sguazzero, Udine, IFSML, 2009, pp. 682,
€ 30,00.
Durante i venti mesi di occupazione tedesca, dal 10 settembre 1943 al 2 maggio 1945, un cittadino udinese, Umberto Paviotti (Bicinicco, 1893 - Udine, 1973) stese quasi quotidianamente una cronaca puntuale e intensa degli eventi e delle situazioni di cui fu testimone, utilizzando criticamente le limitate fonti di informazione di cui disponeva, soprattutto la stampa locale e i dati che riusciva a raccogliere con un paziente lavoro da "giornalista d’inchiesta", spostandosi liberamente con la sua bicicletta, per i compiti connessi alla sua attività lavorativa, sia in città sia in molte località della provincia. Le annotazioni del diario di Paviotti, stese in quegli anni lontani, tratteggiano sia i piccoli e talora minuti eventi della cronaca cittadina sia quelli destinati a pesare negli equilibri mondiali del secondo dopoguerra. Il diario di Paviotti costituisce pertanto una fonte di grande interesse per comprendere ciò che gli udinesi e i friulani sperimentarono negli anni 1943-45: il tragico destino dei militari internati in Germania, i bombardamenti aerei, il lavoro coatto di migliaia di uomini e ragazzi inquadrati nella organizzazione Todt, i bandi di arruolamento, la lotta partigiana e le rappresaglie nazifasciste. La lettura delle pagine del diario che ci ha lasciato ci restituiscono il nitido profilo di un cittadino che, pur lontano da un organico progetto politico di mutamento della società italiana ed europea, non si rifugia nella dimensione dell’apatica attesa dell’esito dell’immane conflitto, ma prende posizione contro l’occupazione tedesca e contro coloro che la giustificavano e la sostenevano, vedendo nella sconfitta militare della Germania hitleriana, anticipata innumerevoli volte col desiderio, l’unica via per riconquistare la libertà.


